Nel frutteto Ca’ Lunga di Dossena, la disciplina del karate incontra la cura della natura. Una storia di resilienza che trasforma la disabilità in forza lavoro specializzata.
DOSSENA – Esiste un filo conduttore che lega la precisione di un kata di karate alla cura di un melo a 1000 metri di altitudine: la padronanza del movimento e la resilienza. Maurizio Micheli, già atleta della Nazionale e Maestro stimato in tutta la Val Brembana, ha trasferito i valori della sua disciplina sportiva in un progetto di agricoltura inclusiva che oggi riceve il supporto convinto di Bergamo per 1000.
Un Frutteto per la Comunità
Dopo una carriera dedicata all’insegnamento del karate, anche a persone con disabilità attraverso il progetto “Il Sesto Senso”, Micheli ha dato nuova vita al frutteto Ca’ Lunga a Dossena. Non si tratta solo di una produzione di nicchia — composte al 99% di frutta senza zuccheri aggiunti — ma di un vero e proprio laboratorio didattico a cielo aperto.
Qui, i ragazzi con sindrome di Down che già frequentano la palestra di Villa d’Almè imparano l’autosufficienza attraverso la potatura, la raccolta e la gestione del frutteto.
I Pilastri della Collaborazione
Bergamox1000 ha deciso di sposare questa causa basandosi su tre direttrici fondamentali:
- Inclusione Sociale: Creare un gruppo di lavoro dove la disabilità non è un limite ma una caratteristica di un processo produttivo d’eccellenza.
- Sostenibilità Ambientale: Valorizzare l’impresa di montagna e la biodiversità delle Alpi Orobiche.
- Welfare Familiare: Coinvolgere attivamente le famiglie nella gestione delle giornate e nella responsabilità del progetto.
La sfida è lanciata: dimostrare che l’eccellenza di un prodotto di nicchia può viaggiare di pari passo con la massima attenzione alla solidarietà. Un modello che Bergamox1000 intende esportare e replicare, rendendo il territorio orobico un avamposto della cittadinanza attiva.